Riceviamo e pubblichiamo

Non condividiamo quasi nulla dello scritto del sig. Angelo Zappia, esponente di “Terzo Occhio”. Il contributo non è offensivo e offre spunti di riflessione, anche se non accenna ad alcuna soluzione. Rievocando le vicende del passato, trite e ritrite, senza essere propositivi, purtoppo, non si va da nessuna parte.

Una mediocrità che viene da lontano

Dall’ultimo Conte di Modica all’ultimo Sindaco di Modica: Peppi Cuoppula

Le prossime elezioni amministrative saranno decisive per la storia di Modica.

I Modicani dovranno decidere quale futuro vogliono costruire per la loro città.

Allora è bene che i nostri concittadini sappiano che non è possibile riconsegnare Modica alla logica del nepotismo, del sottogoverno e del clientelismo.

Se non avvertiranno dentro di loro il desiderio del riscatto e l’improrogabile necessità di voltare pagina; se non matureranno la convinzione che liberare Modica da una classe politica inetta e mediocre è divenuto un imperativo categorico al quale non ci si può più sottrarre, i Modicani sappiano che dovranno rassegnarsi a portare il peso di una colpa incancellabile: quella di aver tolto alla città il suo futuro.

Occorre liberare Modica dal male, un male che ha origini lontane. La nebbia del tempo ha reso meno nitidi i contorni di questo male, e ciò gli consente di non manifestarsi nella sua vera iniqua consistenza, ogni volta che esso riemerga dalle ombre dell’oblio, per riprendere la sua azione devastante, e cioè quella di ammorbare la città col suo letale veleno.

E’ necessario smascherare quest’autentico impostore, trarlo fuori dall’anonimato e chiamarlo per nome, per poterlo individuare ed annientare.

La mediocrità della classe politica modicana è il flagello di questa città: una mediocrità figlia dell’era democristiana, quando cominciò l’ascesa economica di alcune famiglie, grazie al perverso connubio fra politica e quattrini, quando i turpi compromessi non lasciavano spazio al rigore nei comportamenti ed alla trasparenza dell’azione politica, quando la spartizione di appalti e poltrone veniva ipocritamente chiamata “mediazione”.

La mediocrità della classe politica modicana è un male che viene da lontano, come il rampantismo socialista e proletario che issava il vessillo della diversità e dell’antagonismo, mentre i suoi rappresentanti, cresciuti fra champagne e rivoluzione proletaria, all’ombra di bandiere e sciarpe rosse, stringevano le mani di ipocriti clericali, per stendere sulla città una coltre di fumo, che nascondesse truffaldine alleanze ed infausti accordi di potere.

Fu questo il tempo in cui, alla faccia del socialismo, si consolidarono le fortune oscuramente accumulate da pochi.

E fu il tempo della vergogna, perché iniziò inesorabile il declino della cultura, monopolizzata da mediocri personaggi di partito e, per essere stata posta al servizio del-l’ideologia, venne defraudata della sua autonomia senza la quale si estingue.

E venne infine l’era Torchi. Quella dei politici di plastica, che si sentirebbero persi e smarriti se non avessero una cravatta e un cellulare a convincerli d’essere diventati importanti. E’ l’era dei consiglieri comunali telecomandati; quella del cioccolato, delle fave cottoie, di antichi sapori, degli odori di storia, della salsiccia e del culatello.

E della Cultura? Non se ne ha più notizia!Forse si è smarrita nelle stanze del Palazzo della cultura di Palazzo, e intanto, mentre la città si trasforma sempre più in un immenso cantiere, in un luogo di appalti e di cemento, continua a lievitare il fatturato di ben note aziende e di ben precise famiglie.

Il profumo dei “piccioli” invade ogni più remoto angolo della città e, in preda ad un’esaltata euforia, faccendieri d’ogni sorta tentano il grande salto, per entrare anche loro nel grande circo, ove periodicamente si celebra il rito di spartizione della torta.

E intanto la città affonda! Da decenni senza un Piano Regolatore Generale, giacché i signori dalle camice bianche e rosse, non potevano certo preoccuparsene, intenti com’erano a programmare le loro carriere, ad arricchirsi e fare arricchire amici e compari. Con un bilancio devastato da una politica economica che ha guardato alla propaganda, fregandosene degli interessi della città, con fratelli, zii, nipoti e affini che si alternano sulla giostra delle false promesse, delle clientele e dei ricatti elettorali.

Una città che conosce l’onta del peculato, del falso ideologico e degli avvisi di garanzia.

Chissà se,recandosi alle urne, i Modicani sapranno recuperare il loro orgoglio e la loro dignità, punendo tutti coloro che hanno ridotto in questo stato la loro città!

Segnando sulla scheda elettorale l’unico nome possibile loro rimasto: Peppi Cuoppula, solo allora essi potranno finalmente assaporare il fresco profumo della libertà.

Angelo Zappia, portavoce del Movimento, Via Addolorata—Mola, 12/14 - 97015 Modica Alta (RG

25 maggio 2008

**************************************************************************************

Ma perché votare un poveraccio? Per avere almeno la certezza di aver dato il voto al migliore fra i peggiori!

Gentilissimo, ho scritto qualche riga sperando nel buon senso dei modicani alle prossime elezioni e per portarli a conoscenza di alcune cose che non tutti conoscono. Sarei lieto se potessi concedermi un po’ di spazio sul tuo blog, pubblicando questa lettera. Ti ringrazio anticipatamente. Davide Reinato

Cari concittadini, sono stanco dell’indifferenza che persiste in città. Siamo ormai a pochi giorni dalla elezioni amministrative, ma molti di voi ignorano quello che sta avvenendo a Palazzo San Domenico, o almeno, molti si limitano a sentire le voci riportate da tizio e caio.

Premetto che la mia non vuole essere una sorta di campagna elettorale a favore di un determinato schieramento, ma solo una lettera indirizzata a tutti voi modicani che, per fortuna, non state subendo nessun disagio dal dissesto finanziario del comune di Modica.

L’amministrazione che negli ultimi 6 anni ha governato ha lasciato molte famiglie sul lastrico, compresa la mia. Come dicevo prima, molti non sono stati colpiti da questa crisi e, quindi, la ignorano quasi totalmente. Per questo vi scrivo. Non per cercare commiserazione, ma per invitarvi ad aprire gli occhi e guardare quello che realmente ci sta accadendo e non restare fermi con le mani in mano.

Molti dei miei familiari e dei miei amici, delusi da quanto sta accadendo, si sono lasciati scappare un “Quest’anno non voto per nessuno”. Vi prego, non fate lo stesso sbaglio che stanno per fare loro. Il voto è il momento durante il quale decidiamo la nostra sorte. L’anno scorso, per il rinnovo delle amministrative, il 63% dei modicani diedero nuovamente fiducia al sindaco Torchi e tutta la sua equipe, segnano inesorabilmente la fine delle speranze di cambiamento positive. . Ancora oggi, durante una crisi colossale che la nostra storica contea non aveva mai conosciuto, c’è gente che sostiene l’ormai “ex giunta”, negando spudoratamente l’evidenza di un operato fallimentare.

Non entro nel merito della questione, perché la domanda che ci facciamo tutti è “dove sono finiti tutti questi soldi? Perché abbiamo un buco di settanta milioni di euro?”. Sdrammatizzando, Fiorello con il suo personaggio tragicomico, “l’avvocato Messina” direbbe: “Non lo sappiamo. E non lo sapremo mai”. Sperando però che la Magistratura agisca nel senso giusto…

Quello che mi preme di più è invitarvi ad un voto consapevole, abbandonando logiche clientelari che sono alla base della nostra fase di stallo. Dati alla mano, abbiamo una amministrazione che ha portato tante famiglie ad una crisi, oltre che finanziaria, di nervi. Io sono figlio di una assistente domiciliare che svolge servizio per i disabili. Un lavoro umile, sottopagato e … raramente pagato! Vi sembra normale avere fino a 9 mesi di “stipendio” arretrati? Per me non lo è. E in questa situazione, vi sono altre 300 persone. che mi riportano alla mente i 300 spartani delle termopili. E’ sicuramente con lo stesso spirito combattivo che scenderanno in piazza a breve per far sentire la loro voce, per rivendicare i loro diritti e soprattutto la loro dignità di persone. E qui mi tornano in mente le parole di una recente canzone che dice:

Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere.

Sono un eroe straordinario tutte le sere[...]“


rali della città? La vivibilità della nost

A Palazzo San Domenico hanno dimenticato, o forse non lo hanno mai saputo, cosa vuol dire lavorare per sopravvivere. La gente è incazzata perché lavora e non viene pagata. E questo stato d’animo, ad oggi, accomuna dipendenti comunali, netturbini, dipendenti delle cooperative, fornitori mai pagati…. insomma, tutti quelli che hanno avuto a che fare con una amministrazione disastrosa.

Ma se la piaga degli stipendi colpisce solo una parte di Modica, perché non parlare delle condizioni genera città è andata a farsi benedire: buche ovunque, erbacce, viabilità da mettersi le mani ai capelli e zone come Modica Alta completamente senz’acqua sono i risultati di una amministrazione che ha letteralmente SEDOTTO E ABBANDONATO i cittadini modicani. Con quale coraggio si può rinnovare loro la fiducia?

Una soluzione ce la suggerisce Dario Fo, con una sua citazione che sarebbe un sunto del mio invito al voto consapevole il prossimo giugno: “Dato che esistono oratori balbuzienti, umoristi tristi, parrucchieri calvi, potrebbero anche esistere politici onesti“.

Sperando che le parti politiche pensino più al bene della città che ai loro interessi economici… buon voto a tutti!

3 Commenti fino ad ora

  1. luca on Luglio 10, 2008

    Nessuno ci da ascolto anche noi cittadini di platì siamo nella stessa situazione, il nostro comune è commissariato, il commissario straordinario però viene al comune una volta a settimana per parlare con lui ci vuole un appuntamento che poi neanche da più visto il gran numero di persone che lo cercano i problemi sono tanti ma il più grave e vergognoso è la mancanza di acqua nelle abitazioni sopratutto nelle frazioni. Un problema che persiste da dicverso tempo e nessuno risolve, neanche lui che lo poteva fare e invece ci prende in giro, lo sa anche il prefetto di reggio ma il problema resta lo stesso cosa possiamo fare noi cittadini di platì per essere visti e far valere i nostri diritti se la legge ci è contro?
    Grazie.

  2. Rocco on Luglio 17, 2008

    Scusate, come mai non è stata inserita nel calendario teatrale la commedia “A Jettatùra! del giorno 30 Luglio? Che forse non si fa più.
    Grazie

  3. Redazione on Luglio 17, 2008

    Vada sul post dell’estate pozzallese e troverà tutti gli appuntamenti comprso quello del 30 luglio cui lei si riferisce.

Leave a reply